Intervideo srl è socia dell’Assofranchising, l’associazione Italiana del Franchising – fondata nel 1971 a Milano e considerata il marchio storico nell’organizzazione della rappresentanza del franchising italiano.
«Il franchising (affiliazione commerciale) è una formula di collaborazione continuativa per la distribuzione di beni e servizi fra un imprenditore (franchisor, nel nostro caso Intervideo srl) e uno o più imprenditori (franchisee o affiliati), giuridicamente ed economicamente indipendenti l’uno dall’altro, che stipulano un apposito contratto attraverso il quale: il franchisor (Intervideo srl) concede al franchisee (affiliato) l’utilizzazione della formula commerciale, comprensiva del diritto di sfruttare il know how (sapere come, ovvero l’insieme di tecniche e di conoscenze necessarie) e i propri segni distintivi (marchio VideoVip), unicamente ad altre prestazioni e forme di assistenza atte a consentire al franchisee (affiliato) la gestione della propria attività con la medesima immagine dell’impresa franchisor (Intervideo srl), mentre il franchisee (affiliato) si impegna a far proprie la politica commerciale e l’immagine del franchisor (affiliante) nell’interesse reciproco delle parti medesime e del consumatore finale, nonché al rispetto delle condizioni contrattuali liberamente pattuite». 

 Il soggetto che propone il progetto.

È il franchisor, o affiliante o casa madre, (nel nostro caso Intervideo srl) cioè un’azienda di produzione o di distribuzione di beni e/o servizi che opera con successo in un determinato settore di attività.  Requisiti per il ruolo sono l’esperienza, la competenza, un’immagine di marca ben definita e, quando possibile, un marchio ben noto e apprezzato dal pubblico. L’azienda deve inoltre essere in grado di mettere a disposizione risorse economiche, strutture organizzative e competenze manageriali adeguate allo scopo di costituire una rete di franchising.

Il franchisor sperimenta la sua formula attraverso uno o più centri o punti vendita pilota, che devono avere quelle caratteristiche di riproducibilità necessarie alla futura commercializzazione del progetto, ovvero alla sua presentazione a potenziali franchisee.

L’oggetto dell’accordo di collaborazione. Una volta che il progetto è stato testato ed ha dimostrato la sua validità ed efficacia, il franchisor è in grado di proporre il suo know-how (insieme di conoscenze ed esperienze) a eventuali candidati che, per poterlo acquisire, sono disposti a pagare corrispettivi in denaro sotto forma di diritti di entrata o entrance fee o fee d’ingresso.

Un impegno del franchisor è quello di trasferire questo insieme di conoscenze ed esperienze letteralmente definito “saper come”, di fornire alcuni prodotti o servizi, di cedere il diritto d’uso del proprio marchio e della propria immagine di marca e di erogare assistenze, prestazioni e consulenze che consentano al franchisee di operare nelle forme e nei modi stabiliti, per replicare con la sua attività il successo ottenuto dai centri o punti vendita pilota.

Oltre ai corrispettivi iniziali il franchisor può chiedere al franchisee di corrispondere altri compensi, sotto forma di royalty, di contributi o di rimborsi, per le prestazioni fornite in via continuativa per tutta la durata dell’accordo.

Il franchisee o affiliato, è un imprenditore che riconosce nel progetto proposto dal franchisor alcune qualità in relazione ai prodotti, ai servizi, al know-how, all’insegna, all’immagine di marca, all’assistenza fornita e decide di aderirvi pagando il corrispettivo delle forniture, degli apporti e dei benefici che ottiene.  Si impegna inoltre a mettere a disposizione determinate risorse economiche, professionali e umane che consentano di realizzare, in una specifica area di mercato, un’attività con le stesse caratteristiche che hanno consentito il successo dei punti o centri pilota del franchisor.

Chi si propone o candida come franchisee ha deciso di iniziare un’attività in proprio contando sull’aiuto di un partner esperto, disposto a fornire il proprio aiuto, cointeressato alla riuscita del progetto, ma indipendente dal punto di vista giuridico ed amministrativo.

Il potenziale franchisee ha, tra i suoi primi requisiti, un forte spirito di gruppo e la convinzione che per avere successo nei mercati attuali sia da preferire il gioco di squadra a quello individuale, come accade nelle reti di franchising dove un gruppo di imprenditori indipendenti scelgono di operare insieme sotto la guida di un franchisor.

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